La vittoria del PdL per la rinascita dell’Abruzzo nel mondo.

popolo_libertà_100x.jpgViviamo insieme gli ultimi “fuochi” di una campagna elettorale anomala. Per restituire fiducia, speranza e voglia di vivere agli Abruzzesi, votiamo Giandonato Morra al Consiglio Regionale d’Abruzzo, alle elezioni del 14-15 dicembre 2008 per la vittoria di Gianni Chiodi Presidente d’Abruzzo. La “questione morale” ha affossato il centrosinistra ancora stordito dallo scintillio delle manette dello scorso luglio. Noi siamo però garantisti, non giustizialisti. Ma i cittadini devono sapere perché torniamo a votare così presto, la seconda volta nel corso del 2008, a soli tra anni dalle precedenti elezioni regionali.
Anche per rinnovare la nostra autostrada informatica: è inaccettabile che l’Abruzzo sia agli ultimi posti per adozione della banda larga e delle reti “wireless”: ogni studente deve avere una connessione Internet. Potenzieremo la capacità dei privati di poter investire nel mondo nel cinema, in un contesto territoriale come quello abruzzese in grado di offrire risorse umane ed ambientali impareggiabili.
Il nostro programma è il programma di Gianni Chiodi.
Quando tre anni fa la giunta Del Turco vinse le elezioni regionali, dopo i primi mesi di litigi per le poltrone, il primo provvedimento preso fu l’abolizione del prestito d’onore. Uno strumento che permetteva agli studenti abruzzesi di avere un prestito dalla Regione Abruzzo per potersi finanziare gli studi, agli studenti fuori sede per potersi pagare l’affitto. La giunta Del Turco come primo provvedimento volle cancellare un atto preso dalla precedente giunta di centrodestra di Giovanni Pace. Il quale promulgò la prima legge sul contenimento dell’inquinamento luminoso per la tutela dell’ambiente e della ricerca astrofisica-astronomica, e sulle Pro Loco.
Ma questa campagna elettorale per le elezioni regionali anticipate, la stiamo vivendo con trepidazione e passione particolari. Per un candidato che merita tutta la nostra attenzione e riconoscenza accanto a quella di tutte le categorie sociali che intende rappresentare: imprenditori, operai, studenti, professionisti, religiosi, precari e semplici cittadini che daranno il loro consenso a Giandonato Morra per Gianni Chiodi Presidente.
I feudi della sinistra stanno per cadere e molto dipenderà dal nostro lavoro: i famigerati politici locali che hanno poggiato le loro fortune sulla politica politicante, mettendo le mani su tutto, dovranno tornare a casa perché saranno gli elettori a decretarlo. Con la vittoria del PDL alle Regionali 2008, tutti gli Abruzzesi che lavorano e vogliono lavorare in un mondo migliore e più giusto, vivranno un nuovo inizio. Ai giovani del PdL, a quelli che si apprestano a votare per la prima volta, a quelli che hanno votato centrosinistra e sono rimasti profondamente delusi, ai giovani che vengono sfacciatamente definiti “bulli, bamboccioni”, giudicati incapaci di andare via di casa, di scegliere una vita, di farsi una famiglia, di intrattenere rapporti di amicizia o di natura politica, noi diciamo: venite con noi per fare la differenza.
Meglio occuparsi della politica prima che la politica si occupi di noi! Non serve la cravatta, non serve occupare le prime file e i tavoli di presidenza. Tutti possono fare la differenza. La politica ci riguarda profondamente da vicino, basti pensare a quello che ha fatto il centrosinistra in Regione Abruzzo. Ci hanno umiliato di fronte al mondo intero: nell’era telematica non è poco. E continuano a farlo fino all’ultimo minuto, continuano ad umiliare giovani promesse, perché in questo momento di crisi economica mondiale, in cui i giovani non riescono ad andare via di casa per mancanza di un lavoro, loro del centrosinistra, invece di fare “mea culpa” nell’ordinaria amministrazione, che fanno? Regolarizzano con un “colpo da maestro” i portaborse, senza il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. Beffa nella beffa. In un momento storico in cui la Regione Abruzzo rischia grosso con i suoi conti in rosso.
Per voltare pagina scegliamo Gianni Chiodi, perché ci fidiamo della sua parola. Il suo è un approccio diverso, lontano dalle regole della partitocrazia gerontocratica e nepotistica delle poltrone. Al suo fianco scegliamo Giandonato Morra, persona forte, leale, sincera, coerente e laboriosa, con alle spalle 30 anni di esperienza politica tra i giovani e per i giovani. La nostra proposta non è soltanto l’espressione dell’intero PdL-An, in quanto presidente provinciale di Alleanza Nazionale, ma di tutti i giovani abruzzesi che credono in un futuro migliore, che sperano di poter raggiungere con le proprie forze alti traguardi professionali ed umani. Nel lavoro, nella famiglia naturale, nella società, nella fede, per crescere figli sani.
Con Giandonato Morra alla Regione Abruzzo potremo contare non soltanto su un futuro migliore ma anche su una guida forte e verace. Da martedì 16 dicembre 2008, con l’aiuto di Dio, realizzeremo questo grande obiettivo. Il nome di Gianni Chiodi risuonerà in Regione Abruzzo, il centrodestra vincerà: il problema è governare. Ci riusciremo con Giandonato Morra che saprà sicuramente soddisfare le aspettative degli Abruzzesi perché è un ragazzo serio che insieme a tanti amici ha restituito valore alla parola: “politica”. Il qualunquismo giovanile non trova casa nel PdL, non ci appartiene. Qui si lavora. Qui si rispettano le persone come nella migliore tradizione. Qui i giovani sono i protagonisti ed annunciano ai loro coetanei che ancora non lo sanno, di andare a votare domenica 14 e lunedì 15 dicembre. L’astensione dal voto, infatti, sarebbe un abominio. Non si vota perché è finito il mandato elettorale naturale della Giunta di centrosinistra. Il mandato elettorale non è finito: si vota perché sono scattate le manette. Forse il centrosinistra questo lo dimentica. Non solo non è riuscito a risolvere i problemi degli Abruzzesi ma ha cessato le proprie attività in forza di un provvedimento giudiziario e della legge. Se il centrosinistra ha la dignità dovrebbe fare tabula rasa e ricominciare daccapo.
Lo “tsunami” avrebbe dovuto soddisfare le esigenze di chi vota a sinistra. Invece hanno tradito gli obiettivi e la fiducia di chi sta nelle fabbriche, nelle imprese, nell’artigianato, nel mondo delle professioni, di chi lotta quotidianamente con il lavoro. La sinistra questo ha fatto: ha tradito i suoi elettori. Meglio cambiare facce. La smettano di barattare un posto di lavoro, la smettano di mantenere le famiglie sempre sul “chi vive” magari perché domani ti possono sistemare tuo figlio. Questa è la vergogna della sinistra.
Noi invece crediamo in un futuro migliore, in una regione migliore. Oggi gli Abruzzesi sono visti come dei “malaffaristi malfattori”. Incredibile, è una vergogna. Riprendiamo allora la nostra dignità, il nostro orgoglio e vediamo di vincere alla grande queste elezioni. Alcuni grandi temi non sono stati trattati dai giornali, dalla Tv, dalla radio, da Internet e da alcuni candidati: gli elementi topici di questa campagna elettorale meritano un’attenta riflessione. Perché l’impressione sembra essere quella di un elettorato che elegge in maniera passiva, non che sceglie (e deve sempre scegliere) il proprio candidato. E in questo momento di grande crisi la scelta deve essere ancora più ponderata e forte.
Noi abbiamo fatto una scelta politica chiara come struttura di partito nel PdL-An. Fare una campagna elettorale ben definita: parlare alle persone direttamente. Pur avendo a disposizione una grande forza di volontariato, una grande comunità umana che crede nella persona di Giandonato Morra ed offre il proprio contributo per la stessa battaglia e gli stessi valori. Non abbiamo optato per il freddo call-center, non per una telefonata che arriva a casa e consiglia di votare per un candidato quasi che l’elezione fosse un concorso statale. Non per una risata inquietante, mielosa e caricaturale. Abbiamo invitato i cittadini ad alcuni incontri, per dialogare ed ascoltare le persone e il candidato Morra, perché crediamo che il contatto umano sia il principale veicolo di trasmissione delle idee e che alla mano che si stringe ed agli occhi che si guardano debbano corrispondere una scelta fondata sulla parola data.
Il nostro progetto è di dare qualità e trasparenza alla politica che significa sacrificio e lavoro: bisogna creare le opportunità per le imprese, per tutto il Sistema Abruzzo, principalmente per i giovani. Per il candidato Giandonato Morra (è un avvocato, vive di lavoro, non è un politico di professione) è un momento di grande impegno: di solito il politico si impegna con la promessa spesse volte senza sapere quello che fa. Quello di Morra è un impegno morale, vero e sincero basato sulla parola data: vedere nel 2008 tanti ragazzi abruzzesi ascoltare i suoi discorsi, è commovente. Serate segnate nel cuore e nella mente. Per questo Morra si sente doppiamente impegnato perché tutti questi giovani che lo ascoltano, hanno bisogno di una risposta sincera. E ai giovani, a cui è affidato il nostro presente e futuro, Morra parla con il cuore. Ecco i segnali.
La campagna elettorale non la fà il candidato o la struttura di partito, ma la fanno gli uomini e le donne nel posto di lavoro, nello sport, nei supermercati. Ci rivolgiamo alle donne il cui grande supporto è decisivo per la vittoria del Centrodestra PdL. Il mondo femminile è fondamentale. Siamo spesso sclerotizzati in alcuni luoghi comuni come lo sport, la caccia ed alcune passioni; le donne invece hanno precisi veicoli di trasmissione delle idee. In questa campagna elettorale abbiamo incontrato tantissime associazioni femminili con meeting speciali dove abbiamo trovato tante idee nuove e tanti canali diversi.
Questa è la campagna elettorale di Gianni Chiodi, principalmente. E’ la campagna elettorale della vittoria del Buongoverno in Abruzzo. Molti dei giovani che Morra ha incontrato sono studenti, imprenditori, professionisti, sportivi, lavoratori: la conoscenza del fattore storico-politico è importante. E’ la prima volta che un teramano viene eletto con la nuova legge elettorale. Non ce ne vogliano i precedenti presidenti della Regione, ma questo è un fatto storico-giuridico. Prima si votavano i partiti che poi si mettevano d’accordo ed eleggevano il presidente. Che era presidente della regione Abruzzo scelto non direttamente dagli abruzzesi ma dai partiti ai quali principalmente, se non esclusivamente, il presidente doveva rispondere. Non più oggi. Gianni Chiodi sarà il nostro Governatore perché risponderà direttamente a noi Abruzzesi.
La storia politica di Giandonato Morra è un esempio di dedizione al lavoro, alla famiglia ed alla società. Ha attraversato indenne 30 anni di storia politica italiana, dal Fronte della gioventù (come segretario provinciale) al Fuan (presidente e primo studente eletto in Italia) in anni in cui essere di destra non era facile. Gli “anni di piombo” vissuti in prima persona nella più assoluta fedeltà alla Costituzione ed alle leggi della Repubblica. Anche nelle manifestazioni pacifiche di disobbedienza civile di “destra” che non sono quelle della sinistra. Quando dicevano che la destra non poteva scendere in piazza, Giandonato Morra non solo era in piazza (lo dicono i giornali dell’epoca) ma probabilmente con il megafono in una foto di Panorama degli Anni ’80 lo riconosceremo accanto a Gianni Alemanno, attuale sindaco di Roma Capitale. Con Morra a capo del servizio d’ordine.
Questa tensione ed attenzione non l’ha mai lasciata e quando continua a parlare oggi in un mondo diverso, in un sistema politico diverso, Morra ha ancora quell’entusiasmo, quella voglia di cambiare il mondo. “Guai a non averla – dice –perché nel giorno in cui dovessi rendermi conto di essere diventato un servitore delle mie ambizioni e non delle mie emozioni, preferirò restare a casa per far salire qualcun altro”.
La candidatura di Gianni Chiodi non è di Teramo città. Il Modello Teramo non è un modello di Teramo città. Andate su Internet per rendervene conto, a ragione, su basi statistiche e notarili. Nelle ultime amministrative il centrodestra ha fatto il compitino a casa, in provincia di Teramo ha conquistato Atri (nella nostra Diocesi aprutina) e Civitella del Tronto, grazie a una dirigenza politica che è riuscita a dialogare. “Quando su sei comuni se ne vincono quattro, è chiaro che si mette un faro in faccia alla Provincia di Teramo. E gli si dice: scusate, noi abbiamo il miglior Sindaco di centrodestra, gli Abruzzesi lo vogliono, in questa provincia vinciamo nonostante la grande tradizione di sinistra. Ma chi vogliamo candidare?”.
Facciamo i complimenti al Presidente Silvio Berlusconi. Andiamo alla costituzione di un nuovo Partito del centrodestra, nel rispetto della nostra storia, delle nostre idee e della nostra cultura. Se non ci fosse stato Berlusconi, il candidato non sarebbe stato Gianni Chiodi, perché probabilmente un altro tipo di premier o di capo del PdL avrebbe scelto il classico uomo di partito, la soluzione più interna e probabilmente non avremmo avuto questa occasione storica.
Dobbiamo considerare Gianni Chiodi un valore della provincia di Teramo. Perché? Tutti viviamo di campanilismi, immaginiamo però cos’è il mondo. Già il concetto di Nazione Italia è limitato. Pensiamo ai soli divertimenti sportivi, con le nostre squadre di Teramo, Roseto e Giulianova, al campanilismo della Val Vibrata, della Val Fino. Ma viviamo nel Villaggio Globale, mentre a pochi chilometri alcuni pensano di essere espressione di una cultura e di un dialetto diversi. Oggi si parla, si scrive e si ragiona con il mondo intero su internet, in diretta. Con la webcam e il computer portatile raggiungiamo ogni angolo del pianeta. Le idee del Msi, oggi tutti le accolgono e fanno proprie: tanti anni fa un signore che si chiamava Giorgio Almirante parlava dell’elezione diretta del presidente. Il Msi parlava di Nazione Europa quando ancora in Italia viene considerata come l’Ente che ci finanzia.
Se ci ritroviamo in queste condizioni, bisogna capire che la provincia di Teramo ha subito per anni degli attacchi e un ostracismo da parte di tutti: l’entroterra con le sue difficoltà oggettive risente moltissimo della naturale propensione per la costa. Ma il nostro avversario principale è vicinissimo, sotto gli occhi, solo la nostra distrazione ci impedisce di comprendere la vera natura della battaglia politica. L’Abruzzo ha un milione e 250mila abitanti, 500mila abitanti abitano su circa 20 chilometri quadrati nell’area metropolitana di Pescara-Montesilvano. Non è solo un fatto numerico ma anche di presenza di grandi strutture, di investimenti, di poter imporre scelte politiche e capacità di indirizzo delle scelte della regione.
I cittadini hanno capito che quella del 14-15 dicembre 2008 è la loro occasione storica di poter eleggere un presidente-governatore teramano con competenze sempre più estese, in grado di poter indirizzare con la sua autorità ed autorevolezza il ritorno nel Teramano di un certo tipo di imprenditoria (faremo la riforma della legge sull’artigianato) come confermano autorevoli esponenti del mondo della finanza. La ripresa economica è alle porte. Già si computano i segnali di un “rinascimento” economico-finanziario dell’Abruzzo in provincia di Teramo. Quale fenomeno ci aspetta?
Tanti imprenditori, dopo aver usufruito dei benefici economici per il Mezzogiorno, il giorno dopo hanno svuotato i capannoni che erano finanziati con leggi giuste (che non hanno colore politico anche se poi sono gli uomini che le applicano male) portando le loro infrastrutture all’estero, ad esempio nei Balcani. Dove ora stanno sorgendo dei problemi, perché dopo la fase da “paese dei balocchi” dei primi anni, ora in Romania e Bulgaria si pagano le tangenti altrimenti la mafia ti ammazza. I signori rumeni e bulgari oggi sono cittadini europei. Benissimo. Accettino allora le regole del diritto. Paghino le tasse sull’ambiente, applichino le normative europee, combattano veramente tutte le mafie.
Quindi una certa imprenditoria che guadagnava molto a bassi costi sulla base di precise scelte legislative, ora ha problemi di criminalità e rispetto delle leggi in quelle terre: gli operai iniziano a sindacalizzarsi, la grande convenienza è finita. Almeno in prospettiva. Il vero imprenditore che conosce il proprio rischio con una ragione di guadagno e di lavoro per le maestranze, deve guardare in un’altra maniera il sistema economico. E quale regione può guardare e scegliere? La regione senza criminalità di ricatto alle strutture economiche ed industriali, è l’Abruzzo. Sia chiaro. Non viviamo tra rose e fiori. Abbiamo il problema sicurezza a Martinsicuro, in Val Vibrata, lungo la costa adriatica fino a Silvi, ma parliamo di casi relativi allo sfruttamento della prostituzione e allo spaccio ai giovani di sostanze stupefacenti, non di mafia. Fenomeni da estirpare ma non gravi a tal punto da impedire lo sviluppo economico in provincia di Teramo. Qui è diverso. Ogni tanto qualcuno ruba una macchina o dei pezzi di rame, con articoli in risalto sui giornali, ma siamo ancora una regione florida e una provincia sicura che possono subire in positivo il ritorno di questi imprenditori.
Chi può garantire questo ritorno? Gianni Chiodi, un laureato alla Luiss a pieni voti. Lo accusano, a sinistra, che spesse volte prima di entrare in politica è stato chiamato a fare consulenze! Anche come tecnico al tribunale, non solo nelle piccole cause ma anche nelle grandi problematiche societarie come esperto di contabilità. Ma per le sue capacità che altri a sinistra forse non possono vantare.
Gianni Chiodi ha una grande capacità di dialogo con il mondo universitario, imprenditoriale e con l’Europa, per recuperare quei finanziamenti europei che la sinistra ha dimenticato nel cassetto. In Europa pensate che non ce li diano i danari per le imprese? Se siamo indietro come Sistema Abruzzo lo dobbiamo a una classe di sinistra parassitaria che ha occupato tutti i posti ma non con persone competenti. Senza meritocrazia. Hanno messo i figli, i nipoti, i cugini, nei vari assessorati e consigli.
Giandonato Morra è in grado di individuare, a seconda del politico di turno, il cognome del soggetto in questione e pure il dialetto parlato in un certo ufficio. E ritenete che con questo sistema nepotistico si possano fare progressi per il bene dei cittadini abruzzesi onesti che lavorano, per i giovani in cerca di lavoro, per laureati precari?
La politica è un’altra cosa. Non abbiamo finanziamenti europei perché i nostri progetti a Bruxelles neanche li guardano, sono fatti male. I vademecum non bastano! Non si fa l’ingegnere o l’avvocato perché hai una tessera, ma solo se sei bravo. Quindi bisogna anche avere, a volte, la capacità di dire “No” a un amico con onestà e sincerità. Hai bisogno di un lavoro? Farai il centralinista o il commesso, non il dirigente a Bruxelles! Chi scrive le delibere e i decreti legislativi deve avere delle competenze, deve essere laureato, perché poi quando ci sono i ricorsi al Tar e l’operato di un assessore viene bocciato magari perché ha sbagliato a scrivere un termine giuridico che dice una cosa e ne significa un’altra, significa che l’incompetente ad aver fatto spendere soldi pubblici, è chi ha scelto quella persona.
Quale partita vogliamo giocare? Le elezioni anticipare in Abruzzo del 14-15 dicembre 2008 noi del PDL le vinciamo. Basta leggere l’attuale crisi nazionale tra l’IDV e il PD. Ci ripugna tutta questa guerra sulla leadership nazionale nel centrosinistra, mentre i cittadini italiani non arrivano alla metà del mese.
“Non riconosciamo – spiega Morra – nel candidato Di Stanislao, nel pieno rispetto della persona in quanto tale, un futuro per l’Abruzzo. L’uomo dei centri commerciali, in un momento in cui le banche devono fare quadrato in grandi aggregazioni, ha trovato la soluzione dei problemi degli abruzzesi nella costruzione di una piccola banca di credito cooperativo per sistemare quattro cassieri. Dove sono i valori di cui parla? L’IDV è solo una targa. Il PD lo ha capito? Si stanno sbranando sulla pelle degli italiani. E questo rifletterà in negativo anche nell’elettorato del centrosinistra abruzzese che comprendiamo nel loro desiderio di riscatto morale e materiale”. Allora votate PDL, votate Giandonato Morra e Gianni Chiodi Presidente.
Vinte le elezioni, si governa. I primi cento giorni sono importantissimi. Ma non si potranno fare miracoli: la situazione abruzzese è quasi disperata, il nostro Pil è superato da quello della Calabria. Siamo ai minimi termini. Non siamo in una situazione pre-fallimentare, ma molto seria.
“Ci vorranno due anni di buongoverno di Gianni Chiodi per prendere per i capelli il Bambino-Abruzzo, rimetterlo sul seggiolone ed accompagnarlo in questi 5 anni che gli permetteranno di essere un ragazzo con le gambe salde”. Questo è il programma che chiediamo ai candidati.
Gianni Chiodi non ha bisogno di candidati che girano, sorridono e fanno promesse da marinaio. Non si può promettere niente. Si può promettere impegno, trasparenza, onestà, laboriosità, coerenza, passione pubblica e modestia. Il politico deve creare le occasioni di sviluppo economico, le strutture per l’imprenditoria, per il mondo giovanile, per la ricerca e per il volontariato in un quadro di sicurezza pubblica.
I “marker” negativi vanno rimossi dalla poltica: chi ti promette il voto su richiesta di specifiche garanzie, va tenuto lontano dalla competizione elettorale. Con grande candore bisogna anche saper rinunciare a quel consenso maculato. Noi del PdL con Giandonato Morra, consigliamo a certi signori, con una gentile cortesia, di farsi da parte anche a costo di un voto contrario perché certa gente non serve all’Abruzzo, non serve agli Abruzzesi, non serve al PdL. A nessuno.
Ci si deve occupare di altro. “E vogliamo che la Chiesa Cattolica sia più vicina ai cattolici veri e non ai politici abortisti che minano alle fondamenta la famiglia naturale e il matrimonio (“maschio e femmina li creò”, Genesi) dell’uomo con la donna. Politici, ahinoi, che certi parroci scelgono tra i candidati del centrosinistra. Questo ci terrorizza”. Il Papa ha ricordato lo sterminio di milioni di feti umani a causa dell’aborto indiscriminato: ne siamo davvero consapevoli?
“Su Italia Oggi un articolo afferma che bisogna fermare questo Abruzzo: non è riferito agli arresti eccellenti dello scorso luglio 2008. Noi non siamo giustizialisti e guerrafondai, non amiamo le manette: il problema di Del Turco e Co. è giudiziario”.
L’articolo in questione parlava del fallimento in provincia di Teramo dell’Atr, la ditta più qualificata per la costruzione di piccoli meccanismi ad alta tecnologia che guarda caso servivano le grandi industrie automobilistiche, il mondo delle corse e dell’aeronautica. Nel Villaggio Globale, con la concorrenza spietata dei paesi asiatici, è molto difficile vendere agli stessi prezzi una camicia rispettando le regole e le leggi quando poi chi in oriente o nella nostra provincia viola queste regole riesce farla franca, magari sfruttando bambini-operai.
Se noi facciamo fallire le ditte ad alta tecnologia, la preoccupazione sale alle stelle. Il problema politico è degli abruzzesi. E’ del PdL quando governerà l’Abruzzo da risanare anche nell’immagine nazionale e internazionale. Silvio Berlusconi e Gianni Letta questo lo sanno e ci daranno una mano insieme all’amico Sindaco Gianni Alemanno, perché amano l’Abruzzo e gli Abruzzesi. “Non ci interessa il futuro di Del Turco e Co.: sarà la Giustizia ad accertare i fatti. Chi è colpevole sarà condannato, chi è innocente sarà assolto”.
Per essere un uomo libero in politica Giandonato Morra è un avvocato penalista. Per dire la propria in politica bisogna essere degli uomini liberi da qualsiasi condizionamento. Il suo lavoro lo ha reso libero. A molti suoi clienti tratti in arresto – rivela – viene applicato l’istituto del sequestro penale preventivo. “Non capiamo ad onta di 14 milioni di euro sottratti, secondo l’accusa, alla sanità abruzzese, ai nostri malati (perché in provincia di Teramo non si può comprare un accelleratore nucleare per prevenire e curare i tumori mentre qualcuno si è preso milioni di euro), perché non sia stato applicato tale istituto”.
Quando il Presidente Silvio Berlusconi parla di una certa riforma della Giustizia, “i giudici non si devono offendere”, lavorano seriamente per il bene della Nazione. “Però il Codice di procedura penale va letto non con le tessere politiche ma con una laurea, con gli studi e le ricerche, perché è assurdo che si parli male dell’Abruzzo nel mondo a fronte della non applicazione dell’istituto del sequestro penale preventivo. Qualcuno deve spiegare agli Abruzzesi perché nessuno tra quegli indagati non ha subito il sequestro benchè minimo di un immobile”. E poi i “sindacalisti, gli uomini che dovevano difendere gli operai, i precari e i più deboli della società, non comprano le case in periferia, ma a Cortino(a) e a Roma. Perché amano quell’aria, perché loro hanno combattuto a chiacchiere ma anelavano a fare quello che ha fatto la grande industria: vivere lussuosamente e pagare il proprio lusso con la cassa integrazione”. Questa è la voce della verità che noi vogliamo portare nel PdL e nel buongoverno della Regione Abruzzo. Queste sono le nostre idee, questo è il nostro programma.
“Credete nel vostro futuro di giovani, madri e padri di famiglia, operai, volontari, imprenditori, insegnanti, nel miglioramento della nostra società democratica? Bene, sappiate che per risalire la china dobbiamo lavorare tutti insieme, a qualsiasi titolo e grado di responsabilità”. Con il governo Chiodi dovremo stimolare la nascita di imprese ad alta tecnologia sul nostro territorio, per rilevare l’eredità dell’Atr, i suoi progetti, le sue maestranze qualificate, le sue capacità umane, scientifiche e tecnologiche. Il problema dei precari e degli Lsu è importante ma è altrettanto assurdo che delle maestranze qualificate stiano a casa senza lavoro: 400 persone in queste ore di crisi sono a casa. Che Natale potranno festeggiare? Non possiamo abbandonarle. Ci chiedono di tutto, non solo perché è Natale.
Dobbiamo credere in futuro migliore, i giovani hanno bisogno del buon esempio: daremo l’impegno, sacrificio e voglia di fare la differenza.
Giandonato Morra (cattolico praticante e lettore dell’Araldo Abruzzese) ha scelto di competere con la lista proporzionle del PDL, stando in mezzo alle persone, con alle spalle un forte partito in espansione. Eletto Consigliere regionale, non rappresenterà solo la provincia di Teramo, dai monti alla costa adriatica, con le sue idee “sociali” di vita, ma tutti gli elettori e i cittadini d’Abruzzo. Nessuno potrà tirarlo la giacchetta. Si entra in Regione con i voti di preferenza, scrivendo MORRA sulla scheda, tracciando una croce sul simbolo del PDL. E quelle persone, in primis, intendiamo rappresentare.
Al tempo del Msi, Giandonato era “rautiano”, viveva in una città che aveva dato i natali al compianto Tatarella, il quale gli disse: “E’ inutile che ti agiti, perché nonostante ti piaccia fare tutte le cose che fanno i ragazzi, sei destinato ad essere una persona di moderazione che rappresenta interessi pubblici”.
Come disse il grande Troisi in una pellicola magistrale: “Emigrante? No turista!”, Giandonato ha scelto Teramo da 28 anni come la sua città, ha sposato una teramana, ha messo solide radici, i suoi figli sono teramani ed ama la nostra e sua terra. La conosce più di molti teramani distratti. Incontrò Tatarella dopo alcuni anni e gli disse: “Hai visto che avevo ragione? Tu rappresenti le persone, adesso ti do un altro consiglio: “quando rappresenterai gli altri, la politica è come un balcone, non guardare sù perché molti che sono sù hanno dimenticato i veri valori; cerca di guardare le persone che troverai non soltanto in prima fila, quella che ti applaude, ma dietro la prima fila dove c’è gente con problemi, persone assetate di rappresentanza”.
Giandonato rappresenta la seconda fila. Dalla prima in cui da sempre moralmente e saldamente muove la sua azione politica. Allora, forza e onore.
Viva l’Abruzzo! Viva l’Italia! Viva l’Europa!

Teramo, 12 Dicembre 2008 Segreteria Elettorale– PdL/An

L’Addetto Stampa

La vittoria del PdL per la rinascita dell’Abruzzo nel mondo.ultima modifica: 2008-12-11T18:14:49+01:00da radioladynews
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